La zona rossa, l’impotenza appresa e il COVID blues

covid blues

Nel 1975 lo psicologo Seligman osservò che quando gli animali vivono una situazione in cui non possono controllare gli stimoli negativi sviluppano un comportamento di tipo depressivo. 

L’esperimento consisteva nel porre dei cagnolini in una gabbietta a cui si inviavano delle piccole scosse intermittenti. 

In alcuni casi l’animale poteva evitare le scariche, spostandosi da un lato all’altro della gabbia. In altri, non poteva evitarle.

“I cani che non potevano sottrarsi alla scarica elettrica, non lo facevano neanche quando le condizioni sperimentali cambiavano e ne avevano la possibilità, mostrando un comportamento passivo. 

Era come se, dalla situazione sperimentale di non controllo dello stimolo avversivo, avessero appreso che qualsiasi cosa potessero fare o potesse cambiare, non sarebbero comunque sfuggiti alle successive situazioni negative. Seligman chiamò questa condizione learned helplessness ovvero impotenza appresa”. [1]

Al di là dell’impatto che le idee di Seligman hanno avuto sulla teorizzazione di un modello causale della depressione, “è stato dimostrato che l’impotenza, intesa come rassegnazione di non poter incidere sulla realtà e cambiarla, facilita la tendenza al pessimismo e ad uno stato depressivo”. [1]

Le restrizioni conseguenti ai tentativi di contenimento del COVID-19 stanno producendo questo.

Sono imposizioni forti, rigide, inamovibili, alle quali le persone reagiscono con senso di impotenza e frustrazione.

La lontananza dai familiari, la mancanza degli amici, l’assenza di possibilità di arricchire la propria vita con qualcosa che non sia il lavoro – quando il lavoro c’è ancora – stanno prosciugando le nostre vite. 

La reazione più diffusa è stata definita come “COVID blues” o “Corona blues”: un insieme di sintomi depressivi conseguenti ai cambiamenti causati dalla pandemia. Possono manifestarsi tristezza, mancanza di gratificazione nello attività che ci piacevano, riduzione del desiderio di dedicarcisi, insonnia.

Oggi, in quella gabbia, ci siamo noi.

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[1] La mente depressa – Rainone, Mancini – Ed. Franco Angeli

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