Visita psichiatrica

in cosa consiste una visita psichiatrica

Una visita psichiatrica è una visita medica in cui il medico psichiatra raccoglie una serie di informazioni su di te, sulla tua storia e sulle caratteristiche del tuo malessere. L’obiettivo dello psichiatra é capire cos’hai (formulare una diagnosi) e in che modo può aiutarti al meglio (prescrivere un trattamento).

Nella vita di tutti può capitare di sperimentare sintomi come profonda tristezza, svogliatezza, ansia, attacchi di panico, insonnia. Questi sintomi si possono manifestare con intensità e frequenza variabili: quando sono occasionali e transitori possono essere del tutto normali. Quando, invece, sono tanto intensi e frequenti da interferire con lo svolgimento della vita quotidiana e causare disagio importante, è bene rivolgersi a uno psichiatra.

Visita psichiatrica: in cosa consiste?

All’inizio della visita

La visita psichiatrica può svolgersi in uno studio professionale, via internet o al tuo domicilio. In qualunque caso sarà cura dello psichiatra fare il possibile per farti sentire a tuo agio.

Nella maggior parte dei casi lo psichiatra preferisce parlare direttamente con te dei tuoi sintomi. Tuttavia, qualche volta può accadere che lo psichiatra ti chieda (col tuo permesso) di poter parlare con un familiare, per avere delucidazioni su alcuni particolari.

Durante la visita

La visita si svolgerà come una intervista in cui lo psichiatra ti rivolgerà alcune domande e ascolterà le tue risposte. Le informazioni che lo psichiatra ti richiederà sono:

Dati anagrafici: nome, cognome, residenza e numero di telefono sono i dati di cui lo psichiatra ha bisogno per poter compilare una cartella clinica che sia solo tua, per poterti rintracciare e per poterti prescrivere accertamenti o farmaci.

Raccolta delle informazioni sulla famiglia: lo psichiatra indaga sui membri della tua famiglia d’origine e della famiglia attuale, interessandosi anche al loro stato di salute e in particolare alla presenza di disturbi psichiatrici nella famiglia.

Raccolta delle informazioni sul tuo stato di salute: lo psichiatra ha bisogno di sapere come stai da punto di vista medico, se hai patologie particolari e quali, se assumi farmaci e quali. Se assumi delle terapie, ti consiglio di portare con te le scatole dei farmaci che assumi e lo schema di assunzione più recente. Inoltre avrà bisogno di sapere se fumi, se ti capita di bere alcolici o di fare uso di sostanze. Ti chiederà inoltre se hai allergie o intolleranze.

Raccolta delle informazioni sui tuoi sintomi: lo psichiatra ti chiederà quali sono i sintomi che ti hanno portato a richiedere una visita psichiatrica. Quali sintomi? Da quanto tempo i hai? Si sono modificati nel corso del tempo, per esempio migliorando o peggiorando? C’è qualcosa che ti fa stare meglio o peggio? Hai già provato dei trattamenti? Sono stati utili o se no, perché?

Raccolta delle informazioni su di te e sulla tua storia personale: mentre alcuni psichiatri svolgono una professione puramente medica, altri abbracciano anche la psicoterapia. Questi ultimi potrebbero farti delle domande aggiuntive, per cercare di collocare i tuoi sintomi all’interno della tua individualità e della tua storia unica. Queste domande potrebbero riguardare come hai vissuto la tua infanzia e la tua adolescenza o in che modo i sintomi di cui stai soffrendo possono essere contestualizzati. Hai subito una perdita recente o stai attraversando un periodo di stress?

Al termine della visita

Al termine della visita, lo psichiatra dovrebbe avere informazioni sufficienti per formulare una diagnosi. Non sempre questo è possibile: in alcuni casi formulare una diagnosi al primo appuntamento potrebbe essere prematuro. Potrebbe essere più prudente attendere gli incontro successivi per osservare l’evoluzione del quadro clinico.

A seconda della diagnosi che lo psichiatra ha in mente, ti potrà proporre un trattamento farmacologico o non farmacologico, come ad esempio la psicoterapia. Alcune persone potrebbero preferire i farmaci alla psicoterapia e viceversa. In alcuni casi l’approccio più indicato, soprattutto per i disturbi più gravi, è un approccio combinato: la farmacoterapia aiuta la persona a ritrovare un grado di benessere sufficiente a lavorare al meglio anche con la psicoterapia.

Se hai altre domande puoi scriverle nei commenti. Sarò felice di risponderti e di migliorare l’articolo con le informazioni richieste.


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